Lettera del dott. Raimondo Pische

in relazione al servizio andato in onda su Italia 1

durante il programma televisivo Le Iene

 

Mi rendo conto che sollevare il tappeto in cui per decenni si sono nascoste sicurezze presunte e paure inconfessate, ipocrisia, ignoranza, comodità professionali, interessi economici e accomodamenti scientifici, rispetto a una prassi seppur obsoleta ma ancora patrimonio di una classe odontoiatrica ancorata al passato, possa determinare un gran polverone: personalmente, però, preferisco fare le pulizie a fondo senza far finta che lo sporco non ci sia solo perché non si vede.

Amalgama: una parola magica, un materiale dalle insuperabili qualità tecniche, simbolo di un intoccabile perfezionismo clinico e artistico.
E’ stato così anche per me nei dieci anni in cui ho amato il fascino perverso di tale sostanza che rendeva semplici le cose più difficili, che consentiva di risolvere velocemente ed economicamente problemi i più disparati nella quotidianità clinica.
Arriva il momento in cui però, con grande dolore scopri che ciò che hai maggiormente adorato nel tuo lavoro è un vile traditore. Scopri anche che quanto ti è stato insegnato dai tuoi maestri, all’Università e dalla confraternita dell’amalgama, è la manipolazione di un veleno che intossica te stesso (come dimostra il fatto che il mercurialismo è considerato malattia professionale per gli odontoiatri) e i pazienti che hanno messo la loro salute nelle tue mani.
Il mercurio ha capacità alchemiche tali da irretire chiunque, anche i più illuminati cultori di esso: non è quindi una colpa il rimanerne schiavi per una vita. E’ semplicemente così!

Capita purtroppo che una certa percentuale della popolazione, anche odontoiatrica (e io sono fra questi), sia francamente sensibile alla tossicità intrinseca della sostanza comunque più neurotossica, di cui si è sempre negato il rilascio dall’amalgama ma che invece è indubitabilmente dimostrato.
Capita anche che qualcuno decida di alzare la testa dall’ipocrisia dominante di un sistema che deve mantenere lo status quo, l’intoccabilità di un’ icona professionale che se scalfita rischia di compromettere ulteriormente l’immagine di una professione già ampiamente compromessa, per vizi propri più che per colpe altrui.
Addosso all’untore dunque!
Va demolito chi ha osato profanare il sacro tempio della ortodossia odontoiatrica e alterare equilibri economici e culturali consolidati!
“Procurato allarme, pubblicità scorretta, protagonismo, incapacità professionale, ignoranza dei codici professionali e delle più elementari manovre quali l’apposizione della diga”.
Quanta superficiale cattiveria!

Non sono specialista in Ortodonzia ma in Odontostomatologia, non ho commissionato alcun servizio televisivo, non ho bisogno di pubblicità, non ho interessi di alcuna natura con chicchessia, non ho effettuato, durante il servizio delle Iene, una procedura corretta di rimozione ma esplicativa e solo per problemi tecnici, per esigenze di riprese televisive si è scostata la diga), non ho tubi della NASA ma aspiratori e filtri assoluti per vapori di mercurio di cui comunque confermo la posizione periorale anziché quell’altra suggerita da qualche buontempone sadomaso; non lavoro in una low-cost ma la mia struttura, dove esercito l’Odontoiatria Biologica, ospita, in un piano a parte, un marchio qualificato di cui supervisiono le procedure.
Mi spiace se sono andato a “titillare” nervi scoperti di colleghi o pseudo tali: ho la brutta abitudine di dire le cose come stanno e non saranno critiche interessate, offese da parte di chi ha scheletri negli armadi, minacce e sicure ritorsioni quali visite e di organi di controllo o costruzione di “prove di reato”, a modificare la Verità: la sostanza più pericolosa in natura, la più neurotossica, il mercurio, è utilizzata per cure odontoiatriche!!!

Io per primo ho rischiato la vita a causa di essa; mio padre (evidentemente per una rilevante suscettibilità genetica), anch’egli medico specialista in Odontoiatria e Protesi Dentaria, ne è stato intossicato ed è morto senza sapere di esserlo.
Centinaia di pazienti giunti alla mia osservazione avevano malattie neuro-degenerative potenzialmente mercurio collegate o comunque hanno migliorato la loro salute dopo la corretta rimozione degli amalgami.
Che interessi sottende l’atteggiamento di chi si schiera con tanta protervia a favore di questo veleno?
Solo ignoranza? Non credo!
Perché chiudere gli occhi e la coscienza di fronte a situazioni che solo perché non se ne viene toccati personalmente (perlomeno così ci si illude che sia) vengono negate?
Perché suggerire di non rimuovere le otturazioni in amalgama per non inquinare l’ambiente e per non intossicare noi dentisti.
E’ più giusto lasciarlo in bocca dove comunque il mercurio evapora continuamente?
Nella negazione del problema c’è l’affermazione della sua pericolosità: è più sicura nella bocca delle persone che grazie al mercurio diventano pazienti?
Perché l’amalgama è rifiuto tossico nocivo appena lo togliamo dalla bocca e rischiamo multe fino a 27.000€ e l’arresto fino a un anno se la stocchiamo e smaltiamo in maniera scorretta e diversa rispetto all’immagazzinamento intraorale?
Perché aggrapparsi a una mancata legislazione sull’obbligo dei separatori d’amalgama (per evitare l’acquisto a cifre peraltro inique) quando dovrebbe essere dovere di ogni comune cittadino, non solo degli operatori in campo sanitario, salvaguardare l’ambiente dall’inquinamento e, in questo caso, quindi dal mercurio?

Perché anziché nascondersi dietro normative e protezionismo politico della categoria (orgogliosi quindi che l’EU ritardi la messa al bando dell’amalgama quasi fosse la vittoria nei confronti di un invisibile nemico), non si apre un dibattito sereno su una riqualificazione della professione odontoiatrica che passi anche attraverso analisi costruttivamente critiche di pratiche antibiologiche?
Mi auguro, e non solo in occasione delle strenne natalizie, una maggior serenità e obiettività nella valutazione degli aspetti tossicologici e potenzialmente iatrogeni di una professione che tutti esercitiamo con passione e dedizione ma che forse avrebbe necessità di uno scatto evolutivo, non solo in senso tecnico.

Dott. Raimondo Pische

Le Iene - Quando un'otturazione ti cambia la vita